
Cadelbosco di Sopra può essere una meta perfetta se ami la tranquillità e i paesi immersi nel verde. Questo luogo è l’ideale per riscoprire le origini agricole del nostro paese.
Situato in provincia di Reggio Emilia, è un famoso crocevia per la produzione del Parmigiano Reggiano, grazie alle numerose latterie. Sono presenti, inoltre, innumerevoli colture di cereali, frumento e foraggi, oltre che di vigneti, alberi di frutto e ortaggi. Se siete stanchi delle rumorose città, questo è il posto perfetto per trovare un po’ di pace immersi nella natura.
Come arrivare a Cadelbosco di Sopra?
Per chi arriva in auto, prendete l’uscita per Reggio Emilia dall’autostrada del Sole A1. Il paese si trova a 9km dal capoluogo, seguendo la strada statale SS63.
Il comune di Cadelbosco non ha una propria stazione ferroviaria. I treni si fermano alla Stazione Alta Velocità Mediopadana di Reggio Emilia. Da qui gli autobus di linea ATC portano a Cadelbosco di Sopra. Fate attenzione a non confondere le indicazioni con il vicino paese di Cadelbosco di Sotto.
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Come nasce Cadalbosco di Sopra
Tra acquitrini e fitte boscaglie, intorno al X secolo si estendeva il piccolo villaggio di Vicozaoro, dedito alla coltura della spela, una variante del farro. In seguito, i Della Palude, vassalli del padre di Matilde di Canossa, costruirono qui il loro castello.
Il villaggio fu soggetto a varie dominazioni, ma solo sotto l’influenza dei monaci Benedettini furono venne sviluppato e bonificato il territorio. Per cause sconosciute, nel XIV secolo gli abitanti dovettero migrare nella zona che ad oggi costituisce Cadalbosco di Sopra.
All’inizio del Quattrocento venne costruita la prima chiesa del territorio, la Chiesa di San Celestino. Questa venne poi ampliata con una torre ed un prolungamento nella parte anteriore.
Durante il Rinascimento, il paese vive la dominazione estense, la peste e l’occupazione napoleonica. Seguono poi ulteriori vicende storiche che condivide con tutta la zona vicina, come la dominazione austriaca e il Regno di Sardegna. Infine, Cadelbosco diviene comune indipendente il 4 dicembre 1859.
La popolazione del paese diede il suo importante contributo durante le due guerre mondiali. In particolare si ricorda, durante il regime fascista, una rivolta silenziosa delle donne attorno al municipio, cui seguirono numerosi arresti. In memoria dei caduti venne istituita la Piazza della Libertà.
La natura da vedere
Il paese è estremamente a contatto con la natura. Per questo motivo può essere un’attrattiva ideale per gli amanti del trekking, delle passeggiate in bici o semplicemente per una passeggiata nel verde.
In particolare, il paese è attraversato da numerosi canali che caratterizzano il territorio tra Bagnolo in Piano e Cadelbosco di Sopra. Questi servivano per trasportare merci da Reggio Emilia al Po.
Oggi invece rappresentano uno spettacolare viaggio nella natura, comprendente numerose siepi autoctone, simbolo dell’antico bosco. Il canale più famoso è il Canalazzo Naviglio Tassone, attraversato dal ponte “della Forca”, sede del primo congresso clandestino della Federazione Comunista Reggiana.
Natura e ancora natura! Nel paese è infatti presente il Parco della Vecchia Ferrovia. Un parco di 80 ettari di natura incontaminata che segue le vecchie rotaie della ferrovia Bagnolo-Correggio per due chilometri. Per i più romantici, una camminata su questo sentiero di rotaie darà proprio l’impressione di ritrovarsi in un film.
Il centro storico
Per i più interessati alle opere artistiche da non perdere è la Chiesa Parrochiale di San Celestino. Venne donata nel 1103 da due coniugi, mentre nel 1137 e 1139 venne ricordata dall’Imperatore Lotario prima e da Papa Celestino III poi. Ha subito vari restauri, fino a trovare la sua forma definitiva nel 1963.
Mentre la seconda chiesa principale, la Chiesa della Santissima Annunziata si mostra così come è stata costruita nel 1513, con la sua elegante facciata barocca.
Infine, quale momento migliore per riflettere sulla contemporaneità, sul territorio e sula società giovanile, di un viaggio artistico? L’Altro Teatro offre numerosi spettacoli legati a tutti questi temi.
Nei dintorni di Cadelbosco di Sopra
Presso il torrente Crostolo è costruita la Botte Bentivoglio, un capolavoro di ingegneria idraulica che si sviluppa per 76 metri di muratura sotterranea.
Venne costruita tra il XV e il XVI secolo per volere del marchese Cornelio Bentivoglio. Egli fece costruire un collettore detto Fiuma che immetteva le acque di scolo nel cavo Parmigiana-Moglia. Questo poi proseguiva verso est e scaricava le acque nel Secchia, in località Bondanello di Moglia.
Il comune è, inoltre, vicino all’antica città romana Tannetum, che si affaccia sulla Via Emilia. Di questa città rimane solamente un borgo, poi sviluppatasi in Sant’Ilario d’Enza.
Tuttavia, i numerosi scavi in questa zona stanno riportando alla luce numerosi reperti storici. Tra questi, il più antico mai ritrovato sembra essere una torre che potrebbe far parte di una cinta muraria di un castello.
Un’imperdibile cucina tipica
I piatti tipici che danno una forte identità al comune di Cadelbosco di Sopra sono tantissimi. Primi piatti tipici sono i tortellini di zucca e lo gnocco fritto, mentre come secondi piatti sono immancabili il coniglio, lo zampone e il Cotechino con i fagioli.
La vera specialità gastronomica però è l’erbazzone. Si tratta di una torta salata di pasta, ripiena di un impasto di bietole lesse, scalogno, cipolla, aglio e tanto Parmigiano-Reggiano.
Alcune variazioni possono avere la pasta sfoglia al posto della pasta brisée e la ricotta vaccina nell’impasto. Esiste una variazione chiamata L’Erbazzone Montanaro, in cui l’impasto originale viene addizionato con il riso ed è più alto di spessore. Quest’ultima variante è tipica delle zone di Castelnovo né Monti.
Insomma proprio in questi luoghi, natura, arte e gastronomia si fondono perfettamente, per soddisfare i gusti di ogni turista. Non perdetevi l’occasione di conoscere le origini contadine di queste campagne e viverne il loro aspetto più genuino.
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Articolo di Matteo Francesco Pino e Giada Clò



