
A Milano, più precisamente agli indirizzi via Gaetano De Castillia 11 e via Federico Confalonieri 6 sorge il complesso residenziale chiamato Bosco Verticale.
Inaugurato il 10 ottobre del 2014 e strutturato in due palazzi a torre, una di 18 piani con 80 m di altezza e un’altra con 26 piani e alta 112 m, per un totale di 100 appartamenti. Progettato da Stefano Boeri e dal suo studio Stefano Boeri Architetti è un edificio-prototipo di una nuova architettura della biodiversità.
Il progetto nasce quando nel 2007 durante un viaggio a Dubai Stefano Boeri si rese conto di essere circondato da palazzi interamente rivestiti di vetro, ceramica o metallo, tutti materiali che riflettono la luce del sole ed emanano calore nell’aria ma soprattutto sul suolo abitato.
A contribuire a quest’insofferenza nei confronti delle città fatte di minerali fu una ricerca pubblicata da un architetto spagnolo, Alejandro Zaera, dove rilevò che il 94% degli edifici alti costruiti dopo il 2000 era rivestito in vetro. Furono questi i fattori che scatenarono nel progettista l’idea di dare vita a due torri non più rivestite di vetro, ma di arbusti e foglie.
Gli interni sono appartamenti di lusso, ma la vera particolarità è all’esterno, i balconi sono stati realizzati con un sistema sfalsato tra di loro di almeno 3m, per poter permettere anche alle piante più alte di crescere in tranquillità. Il concept è non porre più l’uomo al centro di tutto ma il rapporto tra l’uomo e altre specie viventi, “l’essere una casa per alberi che ospita anche umani e volatiti”.
A che cosa serve il Bosco Verticale?
Nato per riforestare alcune grandi aree cittadine e metropolitane, il Bosco Verticale è un progetto di forestazione metropolitana che contribuisce a rigenerare la biodiversità urbana.
Questo sistema innovativo non solo recupera e produce energia, ma garantisce anche un comfort climatico naturale, mantenendo gli appartamenti freschi in estate e caldi in inverno. Inoltre, il Bosco Verticale favorisce la nascita di un nuovo microclima e contribuisce a filtrare le polveri sottili presenti nell’ambiente urbano.
Il progetto rappresenta un modello di sviluppo in altezza del verde, una soluzione sostenibile che unisce la natura alla città, senza la necessità di espandere il territorio cittadino.
Che tipi di piante ci sono nel Bosco verticale?
Sono quasi 800 gli alberi sulle facciate degli edifici, 480 di prima e seconda grandezza e 300 di dimensioni più ridotte. Sono presenti anche 15.000 piante perenni e/o tappezzanti e 5.000 arbusti. Un equivalente di 30.000 mq di bosco e sottobosco sviluppata su 3.000 mq di superficie urbana.
Una peculiarità di questo tipo di costruzioni è sicuramente il variare dei colori a seconda della stagione.
Questo principio di variazione è dovuto anche ad una sapiente scelta a riguardo di dove posizionare le piante in base ad altezza, facciata e piano al fine di rispecchiare caratteristiche estetiche e funzionali, ma soprattutto per agevolare lo sviluppo della vegetazione.
Nello specifico le piante di cui è composto questo ecosistema sono:
Sulla facciata ovest, nord ed est:
- Leccio
- Koelreuteria
- Pero selvatico
- Corbezzolo
- Pero corvino
- Bianco spino
- Iperico calicino
Facciata sud e ovest
- Leccio
- Roverella
- Orniello
- Corbezzolo
- Ginestra dei carbonati
- Ceanoto
- Plumbago blu
Numerosi sono i benefici apportati da questa vegetazione, per caratteristica producono umidità e ossigeno, assorbono CO2 e polveri, proteggono dall’irraggiamento e dalla polluzione acustica e aiutano a risparmiare energia.
Tali caratteristiche hanno permesso al progetto di ottenere vari riconoscimenti come l’International Highrise Award del Deutschen Architekturmuseums di Francoforte nel 2014 e il CTBUH Awards come miglior edificio alto del mondo del Council for Tall Building e Urban Habitat dell’IIT di Chicago nel 2015.
Non solo piante, a pochi anni dalla sua costruzione il Bosco Verticale ha dato vita ad un habitat composto da diverse specie di animali, circa un 1.600 di esemplari tra uccelli e farfalle.
Chi cura il verde del Bosco Verticale?
Diverse sono le specie e diverse sono le esigenze delle piante sul Bosco, per questo motivo la manutenzione è affidata a Flying Gardeners, un gruppo di arboricoltori-scalatori che tramite l’utilizzo di corde e imbracature di sicurezza.
Una volta all’anno gli arboricoltori-scalatori scalano le due torri per poter potare, verificare lo stato del verde e nel caso valutarne l’eventuale sostituzione o rimozione.
La cura quotidiana invece avviene attraverso un sistema di irrigazione centralizzato gestito da remoto.
Quanto costa un appartamento nel Bosco Verticale?
Una costruzione cosi maestosa nella zona Porta Nuova di Milano susciterà soprattutto una domanda “Quanto costa una casa nel giardino verticale?” I prezzi di vendita vanno dai 12.000 ai 15.000 € al mq a cui devono essere sommate le spese condominiali che si agirano intorno ai 1.500 € al mese.
Un appartamento all’interno del complesso può anche solo essere affittato per la modica cifra di 3.500 € al mese sempre poi da aggiungere le spese del condominio che comprendono: sorveglianza 24/7, palestra e piscina privati e un salone dove poter organizzare eventi, ciò che sicuramente fa aumentare il costo di queste spese è la manutenzione delle piante e dei giardini.
Un soggiorno al bosco
È abbastanza chiaro che risiedere nel grattacielo sia un lusso che possono permettersi in pochi, ma per tutti gli altri sarà possibile vivere questa esperienza anche solo per qualche giorno. Air Bnb offre la possibilità di affittare un appartamento per un breve periodo, il soggiorno minimo consentito è di due notti per un totale di € 652 con spese incluse.
Essendo un edificio privato non è possibile visitarlo all’interno, escluse alcune occasioni speciali, ma ormai diventato uno dei simboli di Milano, niente vieta a chi è interessato di poterlo ammirare dall’esterno magari facendo anche una passeggiata per Piazza Gae Aulenti così da poter godere della vista di due stupende opere architettoniche.
Chi sono i Vip che abitano al Bosco Verticale?
La bellezza e l’esclusività di questo luogo non potevano certo non essere apprezzate dalle celebrità che hanno scelto di renderlo la propria dimora, alcuni di questi sono gli stilisti Gaia Trussardi e Diego Dolcini, i calciatori Ivan Perisic e Felipe Melo e il rapper Lorenzo Carvalho.
In passato hanno abitato l’edificio anche l’influencer Tommaso Zorzi e Fedez prima di trasferirsi a City Life.
Bosco verticale è di sicuro una delle opere da segnare sulla lista delle cose da vedere una volta arrivati a Milano.
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Articolo di Michela Garofalo



