Bicerin: storia e tradizione della bevanda torinese - Oj Eventi

Bicerin: storia e tradizione della bevanda torinese

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Bicerin: storia e tradizione della bevanda torinese

Hai mai sentito parlare del Bicerin? Se nella tua vita sei stato almeno una volta a Torino allora è molto probabile che sia successo. Nel capoluogo del Piemonte infatti puoi assaporare questa bevanda molto golosa che unisce all’istituzionale caffè, il sapore della crema di latte e del cioccolato fondente. Ma qual è la sua storia e con quali ingredienti si prepara? Scopriamolo insieme.

 

Le origini e le varianti

Bicerin nel dialetto piemontese significa “bicchierino” ed è da esso che prende il nome la famosa bevanda analcolica. Si ritiene che la sua origine sia dovuta al “Caffè Al Bicerin, uno storico locale torinese fondato nel 1763 e situato in piazza della Consolata. La pasticceria ne conserva gelosamente la ricetta tradizionale, al punto che gli stessi dipendenti pare siano tenuti al segreto. È comunque possibile trovare e gustare la bevanda anche in altre caffetterie della città, ma in versioni differenti, almeno per quanto riguarda le dosi delle componenti.

Sappiamo che è nata come evoluzione della settecentesca Bavareisa, un drink analcolico che veniva servito in grossi bicchieri e che era preparato con caffè, cioccolato, latte e sciroppo. Il rituale prevedeva all’inizio che i tre ingredienti fossero serviti separatamente, ma già nell’Ottocento vennero riuniti in un unico bicchiere e declinati in tre varianti:

  • pur e fiur: simile all’attuale cappuccino;
  • pur e barba: caffè e cioccolato;
  • ‘n poc ‘d tut: ovvero “un po’ di tutto”, con tutti e tre gli ingredienti.

Quest’ultima formula fu quella di maggiore successo e finì per prevalere sulle altre, arrivando integra ai nostri giorni e prendendo il nome dai piccoli bicchieri senza manico in cui veniva servita. Si diffuse poi anche negli altri locali della città, diventano addirittura uno dei simboli di Torino.

Il prezzo di tre soldi, cioè 15 centesimi di lira, venne mantenuto dalla metà dell’Ottocento fino al 5 dicembre del 1913, quando passò a 20.

 

La ricetta e gli ingredienti

Hai assaggiato il Bicerin e non puoi più farne a meno? Puoi provare a replicare la ricetta a casa, ma non è assicurato che il risultato sia lo stesso di quello assaporato per le strade di Torino. Gli ingredienti della bevanda sono semplici: cioccolato fatto in casa, caffè e fior di latte, ma le dosi originali sono sconosciute.

Inizia preparando un caffè, con moka o espresso come preferisci. Dopodiché puoi occuparti di preparare la crema di latte. A questo punto riscalda una pentola d’acqua sul gas senza farla arrivare ad ebollizione e mantenendo la fiamma bassa.

Spezzetta il cioccolato fondente in una ciotola di vetro e immergila delicatamente nella pentola con l’acqua riscaldata. Fai sciogliere il cioccolato mescolando di tanto in tanto e quando il composto diventa liquido, prendi la ciotola e unisci al cioccolato fondente sciolto la crema al latte che hai preparato precedentemente.

Il risultato è una bevanda gustosa, solitamente servita in bicchieri alti o calici di vetro che permettono di apprezzare la sfumatura di colori generata dal miscelarsi dei vari ingredienti.

 

Le altre specialità di Caffè Al Bicerin

Oltre alla bevanda sono tante altre le specialità da provare nello storico locale torinese.

  • La Merenda Regale – Si tratta di un rituale dell’Ottocento che vede il Bicerinessere accompagnato dalla Torta Bicerin, dai biscotti della tradizione piemontese, dalla panna montata e dal liquore Regale al cioccolato puro.
  • La Cioccolata in Tazza – Cioccolata calda preparata secondo la tradizione con un procedimento di cottura in apposite pentole di rame che dura varie ore.
  • Gli Zabaioni – Lo zabaione della caffetteria torinese è una ricca delizia preparata al momento e può essere servito con l’aggiunta di panna montata e dei biscottini. Nel menù compare nella versione classica al marsala o aromatizzato al moscato, al limone, al Passito di Caluso o al ratafià di ciliegie nere.
  • La Torta Bicerin – I tre gusti dell’antica bevanda sono riproposti nella torta al caffè e cioccolato ricoperta di glassa bianca.
  • La Cioccolata Fredda – Perfetta per il periodo estivo, viene accompagnata dalla panna.
  • Toast Al Cioccolato – Ricetta esclusiva per un soffice, croccante e gustoso toast al cioccolato.
  • I Té franco-russi KUSMI – Il locale offre anche un vasto assortimento di tè e tisane preziosi e ricercati della rinomata casa franco-russa KUSMI.
  • I Bagnati – Golosi biscotti da inzuppare, tipici della tradizione piemontese come i Baci di dama, i Torcettini di San Giorgio Canavese, i Torcetti aromatizzati al Passito di Caluso, i Biscotti di nocciola e i Biscotti di meliga.
  • La Torta Di Nocciole con Cioccolata Calda e Panna – Una bontà che nasce dall’utilizzo della “Nocciola tonda gentile delle Langhe”. Viene servita ricoperta di cioccolata calda e panna montata.

L’omonimo liquore

Il connubio tra le eccellenze piemontesi di Bicerin e gianduiotto ha dato vita a un liquore molto apprezzato sia in Italia che nel mondo, che porta lo stesso nome della bevanda. Il Bicerin di gianduiotto non è altro che una variante alcolica di quello tradizionale.

Il processo di preparazione è unico nel suo genere: la base vegetale viene integrata con la polvere di cacao, l’aroma di nocciola e l’alcool etilico. L’unione di questi ingredienti genera un liquore senza glutine e senza lattosio, che può essere servito liscio, con ghiaccio o accostato a dolci, gelati e frutta.

 

Nella cultura popolare

Tra i personaggi storici che per un motivo o per un altro sono passati da Torino, ce ne sono alcuni che hanno molto apprezzato il Bicerin, tra questi: Camillo Benso Conte di CavourPablo PicassoAlexandre Dumas, Umberto Eco e Ernest Hemingway che lo inserì fra “le cento cose del mondo che avrebbe salvato”.

Nel 2001 la Regione Piemonte l’ha inserito nell’”Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte”. La scheda di certificazione delle sue caratteristiche e dell’origine si trova nel “Bollettino Ufficiale Regione Piemonte, Supplemento al numero 10, 7 marzo 2001”

A questo punto, se non l’hai già fatto, non ti resta che organizzare una gita nei dintorni di Torino e fermarti in uno dei locali storici per assaporare l’esperienza del Bicerin a trecentosessanta gradi!

 

Del Bicerin hai mai sentito parlare? Scrivici qui sotto cosa ne pensi e se ti è stato utile condividilo!

Articolo di Lisa Marrucci