Benchmark significato e Benchmarking d’impresa

benchmark

Ogni imprenditore di successo sa che è importante monitorare la propria azienda per migliorare, seguire il giusto benchmark è essenziale. Questo termine è sempre più frequente nei grandi uffici moderni ma risulta ancora sconosciuto alle piccole e medie imprese in Italia. Il significato di benchmark infatti non è chiaro a tutti.

Il benchmarking è un processo di valutazione e autovalutazione che serve per comparare la propria attività con i principali competitor. In realtà è un termine nuovo per indicare la buona abitudine di analizzare la propria impresa scomponendola in segmenti produttivi o distributivi per poi confrontarla con il mercato. Così da poter migliorare ed essere più competitivi.

Benchmark significato e traduzione

Partendo dal significato possiamo dire che un benchmark è semplicemente un indicatore di vario tipo. È il termine di paragone che indica la qualità di un prodotto, un servizio o un processo aziendale. Appare chiaro che in base al settore può assumere forme molto diverse tra loro. 

L’unica cosa che accomuna tutti i settori d’impiego è l’utilizzo. Il benchmark viene impiegato per valutare le proprie prestazioni in riferimento a un obbiettivo ideale o a un competitor specifico. 

È chiaro che questo indicatore può essere riferito a un processo interno alla propria azienda. Magari confrontando due aree distinte dell’impresa. Oppure può rivolgersi all’esterno verso un modello a cui tendere. 

Tipologie di benchmark

Data la polivalenza del temine è bene cercare di suddividerlo in macro tipologie. Normalmente se ne considerano quattro:

  • Benchmarking interno. Si tratta di un processo che guarda all’interno dell’azienda, confrontando per esempio diversi settori della stessa. Non confrontandosi con l’esterno, è una delle tecniche meno efficaci in termini di miglioramento. Ciò non toglie che è una buona pratica per conoscere la propria impresa e stabilire degli standard interni.
  • Benchmarking esterno. Questi indicatori si rivelano particolarmente utili in termini di miglioramenti. Si tratta di un processo che prende come riferimento i competitor dall’azienda. Non è facile ottenere informazioni sulle altre aziende ma nelle aree in cui è possibile produce benefici significativi.
  • Benchmarking funzionale. In questo caso il processo usa come termine di paragone un preciso settore di un’altra azienda. Se ad esempio la tua impresa è carente nell’area risorse umane prenderai come esempio un’attività che eccelle in quel campo. A prescindere dal mercato in cui opera.
  • Best practice benchmarking. Questa è la tipologia più difficile. Si assume come termine di confronto un azienda che rappresenta “il meglio” di un determinato settore. Non per forza lo stesso mercato ma magari qualcosa di affine. È più facile reperire informazioni e può portare a rivalutare alcuni aspetti del proprio mercato di riferimento.

Le pratiche per la tua impresa

Vorrei fornirti una procedura generale per settare i benchmark migliori per la tua azienda, ciò non toglie che ricorrere a dei professionisti per pubblicizzare la tua impresa potrebbe essere la soluzione migliore.

La prima cosa da fare è individuare i principali competitor del tuo settore o le migliori aziende di altri settori con eccellenti performance in specifiche aree. Il secondo passo è stabilire qual è il livello di performance desiderato. A questo punto devi analizzare le differenze tra le tue prestazioni e quelle che intendi raggiungere. Infine, l’ultimo passo consiste nell’individuare la strategia per conseguire l’obbiettivo che hai fissato per la tua azienda. Vuoi più clienti? Un processo interno più efficace? Maggiore visibilità?

Allora cosa ne dici? Che aziende assumi come riferimento per migliorare la tua? Discutiamone nei commenti.

Articolo di Amos Granata

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