Baiso: cosa fare tra storia e natura - Oj Eventi

Baiso: cosa fare tra storia e natura

Baiso

Un piccolo comune collinare che si trova nella provincia di Reggio Emilia, stiamo parlando di Baiso! La sua storia antica e la posizione immersa nella natura lo rendono una tappa ideale per gli amanti del turismo e del relax.

La prima cosa che salta agli occhi osservando il paesaggio che circonda questo piccolo paese arroccato sull’appennino reggiano sono i calanchi, delle erosioni tipiche del terreno argilloso che fanno sembrare questo piccolo borgo un posto fuori dal tempo. Ma Baiso è anche un luogo ricco di storia: le sue origini affondano nell’età etrusca e durante il periodo medievale le sue vicissitudini si intrecciano con la figura di Matilde di Canossa. Nel corso dei secoli si succedono numerose dominazioni, fino ad arrivare alla fine del dominio degli Estensi e alla conclusione della sua avventura feudale con l’avvento di Napoleone. Ancora oggi possiamo respirare la sua storia visitando lo spettacolare castello: un gioiello incastonato tra i calanchi e circondato da un bellissimo giardino di alberi secolari. Costruito dal nonno della famosa Contessa Matilde di Canossa, nel corso dei secoli è passato tra le mani di diversi vassalli e ha subito un assedio da parte del comune di Reggio Emilia.

La sua posizione strategica l’ha reso protagonista di una lotta per il suo possedimento tra la famiglia dei Fogliani Guelfi e quella dei Fogliani Ghibellini. Furono questi ultimi ad avere la meglio dopo essersi alleati con gli Estensi. Passeranno i secoli, arriveranno le leggi napoleoniche prima e i contenziosi per decidere chi sia il legittimo proprietario poi. Il Comune di Baiso, nonostante le rivendicazioni, non riuscirà a diventare proprietario del castello che, ancora oggi, è una residenza privata. Anche se non può essere visitato al suo interno, vale comunque la pena passeggiarvi!

Cosa fare a Basio

Biodiversità

Baiso, come Canossa, è immerso nello stupendo paesaggio delle colline reggiane. Il fatto che sorga su un crinale permette di avere una vista bellissima su tutto il territorio circostante. Per essere sicuri di goderne pienamente si può percorrere il sentiero CAI 632 per arrivare fino alla Big Bench numero 93. Così potrete scoprire tutta la bellezza del panorama reggiano comodamente seduti su una panchina gigante! Anche il comune di Baiso nel 2020 infatti è stato aggiunto al bigbenchcommunityproject il progetto di land art sviluppato a partire dalle panchine delle Langhe create da Chris Bangle.

Ma per gli appassionati di trekking le sorprese non finiscono qui: si possono percorrere i sentieri ad anello di Cassinago o di Ca’ Vai che permettono di vedere i bellissimi calanchi policromi. Questi sono l’attrazione che più caratterizza questo territorio: si tratta di erosioni del terreno argilloso dovute allor scorrere dell’acqua avvenute nel mesozoico. Anche gli appassionati di MTB possono organizzare un’uscita indimenticabile, mettendosi alla prova tra il bosco e i sentieri panoramici.

Per i meno esperti ci sono dei percorsi non troppo impegnativi che attraversano i boschi circonstanti. Tra querce, carpini neri e castagni potreste fare qualche incontro della fauna tipica del luogo: volpi, daini, lepri, faine e scoiattoli popolano ancora oggi questi territori. Questo anche grazie al fatto che le attività di agricoltura e di edilizia hanno trovato nel tempo un equilibrio che non disturbasse l’ambiente circostante. La necessità di conservare l’unicità del territorio ha fatto sì che Baiso nel 2021 entrasse tra i comuni interessati all’ampliamento della zona MAB Unesco che attualmente interessa tutto l’appennino tosco – emiliano. La cooperazione tra uomo e natura, oltre ad essere parte dell’anima di Baiso, è anche supportata da un programma internazionale che mira a conservare la biodiversità e che appoggia lo sviluppo sostenibile.

 

Tutto il buon cibo della tradizione

Gastronomia

Gastronomia

La gastronomia di questo borgo si intreccia fortemente con la sua storia antica. Qui, infatti, le carni tipiche sono quelle di pecora e del castrato. I piatti sono l’espressione della cucina contadina povera e zero waste, fatta con quello che il territorio offre spontaneamente o permette di coltivare o allevare. Un esempio sono i casagai: fette di polenta fritta cucinata con i fagioli; oppure le barzigole, bistecche di carne di pecora. Anche i funghi dei quali sono ricchi i boschi circostanti sono i protagonisti di tanti piatti. Oltre alla pecora da carne nei menù dei ristoranti possiamo trovare l’agnello, lo gnocco fritto, l’erbazzone e le paste fresche.

Tra le erbe spontanee che si usano per la cucina non possiamo non nominare l’ortica.

Questo piccolo comune è famoso anche per il croccante. Il tipico dolce della tradizione contadina fatto di zucchero, mandorle e miele è talmente amato che la sua ricetta originale è salvaguardata da un’associazione: Le Croccantine di Baiso.

 

Il periodo giusto per visitare Baiso

Il periodo migliore per fare una visita, concedendosi magari una bella passeggiata e un bel pranzo in una delle osterie tipiche, va da maggio a ottobre. In estate le temperature non sono eccessivamente calde e permettono di godersi il fresco all’ombra delle grandi querce che affiancano i sentieri tra i boschi.

Per gli amanti delle sagre durante l’ultimo fine settimana di settembre viene organizzata la Festa d’autunno, dove si possono gustare i piatti tipici della tradizione negli stand disseminati tra via Foschi e Piazza Nilde Iotti.

Questi e altri eventi gastronomici e culturali legati a questa località vengono organizzati dall’associazione la Tavola di Bisanzio che mira a far riscoprire le tradizioni e la storia di questo territorio.

Baiso racchiude il fascino dei piccoli paesi collinari, dove si vive ancora in una piccola comunità aperta e accogliente in cui tutti si conoscono. Il rispetto della natura e l’amore per le tradizioni secolari hanno salvaguardato questo angolo della provincia di Reggio Emilia dall’eccessivo intervento umano.

Non perdete l’occasione di perdervi tra i suoi sentieri e di respirare a pieni polmoni i suoi profumi.

Scrivete nei commenti se siete pronti a partire per Baiso e condividete l’articolo se vi è piaciuto

Articolo di Elisa Bellini

Iscriviti per ricevere news su Reggio Emilia

Scopri gli eventi su Reggio Emilia

Entra nella nostra chat telegram

Contattaci per assistenza