Bagnolo in Piano, tra cultura e paesaggi

Bagnolo in Piano

Situato nel mezzo della splendida natura della Pianura Padana, Bagnolo in Piano è un paese di 9500 abitanti nella provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna. Comprende le frazioni di Pieve Rossa, San Michele della Fossa e San Tommaso della Fossa. Si presenta come un fiorente centro agricolo e industriale, con accattivanti centri culturali come la Collezione Salsapariglia di Salsapariglia Nello e il Teatro Gonzaga. Simbolo del paese può essere il Torrione, antico resto di castello ormai scomparso.

 

Bagnolo in Piano: una storia molto triste

Luigi Carlo Farini

Luigi Carlo Farini

Il nome Bagnolo deriva dal Fiume Baniolus, fiume che attraversava la zona. La nascita del paese si fa risalire al 946, tuttavia si hanno le prime notizie nel 1114, non sul paese ma sulla sua frazione Pieve Rossa, chiamata in passato Pieve di Bagnolo. Nel 1335 si insedia la famiglia di Gonzaga, che domineranno per quattro secoli. Si deve a loro, nel 1354, la costruzione della rocca o castello, costruzione costruita con i materiali delle costruzioni distrutte dalle armate di Feltrino Gonzaga. Personaggio degno di nota all’epoca è Guido da Bagnolo, uomo di fiducia del re di Cipro e amico di Francesco Petrarca. Durante la successione spagnola le truppe francesi invasero il paese e distrussero la rocca. Poco più tardi, nel 1709, i bagnolesi dovettero affrontare una terribile carestia. Dopo l’estinzione della casata Gonzaga il paese passò in mano di Carlo IV e successivamente al Duca Rinaldo d’Este. Nell’ottobre del 1886 arrivò la ferrovia a Bagnolo in Piano, sotto il comando di Luigi Carlo Farini. Durante l’epoca fascista il paese fu vittima di due orrende esecuzioni: dieci cittadini bagnolesi e otto detenuti del carcere di Reggio, tutto per capricci dell’armata nazzi-fascista. Finita la guerra il paese ebbe finalmente la sua meritata pace e sviluppò la sua economia, non solo agricola, ma anche industriale, oltre ad espandersi grazie alle varie immigrazioni avvenute.

 

Da non perdere

Sicuramente da visitare è l’ultima testimonianza dell’imponente rocca che un tempo svettava su Bagnolo in Piano: il Torrione. Una struttura massiccia sormontata da una cella campanaria in stile barocco. Ad oggi può essere ritenuto il simbolo del paese. Restaurata nel 1800, vi furono alloggiate una campana e un’orologio pubblico, il cui meccanismo è oggi conservato nella Sede Municipale. Nel 1996 il Torrione subì il forte sisma che colpì la zona ed a oggi si sta completando la sua ristrutturazione. La struttura fu, inoltre, teatro del terribile massacro del 14 febbraio 1945, in cui furono trucidati dieci cittadini bagnolesi.

Altra struttura architettonica da non perdere è la Chiesa parrocchiale di San Francesco. Voluta da Alfonso Gonzaga nel 1588, fu terminata in breve tempo. Fu a lungo sprovvista, però, di un convento, terminato poi nell’anno 1768, dove presero sede i Padri Minimi. La chiesa ha un aspetto tripartito, scandito da sottili iesene  e coronato da archetti. Sopra il portale archivoltato un bel rosone centrale avvolge la chiesa di una tenue luce. All’interno sono conservate alcune e opere pregevoli, oltre al coro ligneo.

 

Cultura a Bagnolo in Piano

Armi in avancarica

Armi in avancarica

Il paese è provvisto di un piccolo teatro, chiamato Teatro Gonzaga. Progettato nel 1919, la facciata ha un impianto semplice e classico, sormontata da un timpano con dei bassorilievi in stile liberty. La sala a pianta rettangolare, si compone di una platea con un’unica galleria, sorretta da colonne in muratura con capitelli leggermente decorati. I muri perimetrali e il soffitto sono uniti da notevoli bassorilievi di stucco rappresentanti figure femminili. Lo stile della struttura è quello del gusto tardo-liberty. Il teatro è molto attivo, con numerosi spettacoli di una grande varietà presenti tutto l’anno.

Altra attrazione degna di nota è la Collezione Salsapariglia, mostra dal vivo di motociclette, trattori, biciclette, trattori, motori, radio e grammofoni, provenienti dalla fine del’800 fino a tutto il ‘900. La mostra è provvista anche di fotografie ritraenti le ambientazioni delle varie epoche. In uno stabile nuovo e disposto su tre piani provvisti di ascensore e servizi per disabili è possibile fare un tour nella storia grazie alle foto e ai numerosi mezzi presenti nella mostra. Sono, inoltre, presenti trattori o armi ad avancarica del 1850 fino ai primi del ‘900.

Andando oltre, la cultura del paese è fortemente legata alla cultura agricola. La zona padana è, infatti, piena di paesi che nascono come paesini contadini e mantengono tutt’ora le loro caratteristiche. Un esempio lampante è il paese confinante Cadelbosco di Sopra, con i suoi caratteristici canali che offrono la possibilità di una passeggiata in mezzo ai campi rigogliosi.

 

 

Eventi

La festa patronale è quella di San Francesco di Paola, il 2 aprile, festa in cui poter assaporare i classici cibi tipici della zona, cucina che condivide con i paesi vicini come Sant’Ilario d’Enza. Proprio qui sarà possibile gustare un po’ di storia romana, con i numerosi scavi archeologici della Via Emilia.

Il primo weekend di settembre è possibile, inoltre, partecipare alla Fiera di Settembre, un mercatino con caratteristiche bancarelle e mostre, con una piacevole atmosfera favorita da spettacoli e musica.

 

Come arrivare a Bagnolo in Piano?

Andando in macchina a Bagnolo in Piano le uscite più vicine sono l’uscita Reggio Emilia dell’Autostrada del Sole A1 a 5 km dal centro del paese, e l’uscita Carpi dell’Autostrada del Brennero A22, a 14 km del centro. In alternativa dei bus di linea condurranno da Reggio Emilia fino al paese.

Il paese è provvisto di stazione ferroviaria con treni di classe almeno Silver. Da lì è possibile usufruire di servizio bus e navetta per arrivare nella destinazione prefissata.

L’aeroporto più vicino è quello di Parma, a 30 km dal paese, in alternativa c’è quello di Bologna o Verona Villafranca.

 

Voi ci siete mai stati a Bagnolo in Piano? Che ne pensate? Ci vorreste andare? Fatecelo sapere nei commenti.

Articolo scritto da Matteo Francesco Pino

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