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L’Aventino, un colle tra storia e leggenda

 

Aventino

L’Aventino è un rione che deve il suo nome a uno dei mitici sette colli di Roma. Il colle, che si trova vicino al Circo Massimo e al Tevere, oggi è occupato da un lussuoso quartiere residenziale. L’origine del suo nome è incerta, ed è legata a diverse leggende. L’ipotesi più probabile afferma che il nome si deve ad Aventino, Re di Alba Longa, che venne colpito da un fulmine sul colle e lì sepolto. 

Ritirarsi sull’Aventino

L’Aventino è famoso per la celebre espressione “ritirarsi sull’Aventino”. Ma qual è la sua origine? Secondo gli storici della Roma antica, gli abitanti dell’Aventino, di umile origine, usavano come principale strumento di lotta politica una sorta di sciopero chiamata “secessione della plebe”. Per contrastare i patrizi, i plebei si ritiravano sull’Aventino, come è avvenuto nel 494 a.C. o nel 449 a.C. In questo modo i plebei ottennero molte vittorie, come la creazione dei Tribuni della plebe, un’influente carica politica a loro esclusivamente riservata.

L’Aventino, col passare del tempo, divenne una zona sempre più ambita e prestigiosa. In epoca imperiale, infatti, l’Aventino divenne rapidamente residenza di patrizi, a cui si aggiunsero poi le residenze private di imperatori come Traiano, Adriano, Vitellio.

La chiesa di Santa Sabina e la pietra del Diavolo

L’Aventino è famoso anche per le splendide chiese che sorgono sul suo terreno, tutte molto ambite per i matrimoni romani. La più bella è sicuramente la chiesa di Santa Sabina, una delle chiese paleocristiane meglio conservate. La chiesa sorge proprio sul luogo della casa della matrona romana Sabina, proclamata santa. Infatti, si può ancora vedere, addossata alla parete destra, una delle colonne della sua casa. 

Nel chiostro di Santa Sabina si trova un arancio dolce che si dice sia stato portato dalla Spagna da San Domenico in persona nel 1220. Dall’albero originario, che col tempo si è seccato, continuano a nascere nuove piante che danno ancora oggi i loro dolci frutti. 

Le peculiarità di Santa Sabina non finiscono qui. A lato dell’ingresso c’è una colonna a torciglione, con in cima una pietra nera e lucida con dei piccoli buchi. Descritta così, sembrerebbe una palla da bowling, ma in realtà si tratta del lapis diaboli, ossia la pietra del Diavolo. La leggenda narra che il Diavolo afferrò la pietra, lasciando le sue impronte, e la lanciò contro San Domenico, assorto in preghiera sulla lastra tombale dei protomartiri. Fortunatamente mancò il bersaglio, ma la lastra andò in mille pezzi. Venne ricostruita solo verso la fine del Seicento.  

Il Giardino degli Aranci

La pianta di arancio di San Domenico non è l’unico arbusto presente in zona. Accanto alla basilica, infatti, c’è il famoso Giardino degli Aranci, uno dei luoghi più belli di Roma, da cui si può godere di una vista magnifica sulla Capitale. È sicuramente uno dei luoghi più romantici di Roma, molto frequentato all’ora del tramonto dalle coppie innamorate.

Nel giardino, oltre ovviamente alle piante di arancio, si possono ammirare dei secolari pini marittimi, caratteristici del paesaggio di Roma. 

La villa dei Cavalieri di Malta

Sull’Aventino vi è anche la Piazza dei Cavalieri di Malta. La piazza è stata progettata da Giovan Battista Piranesi nel 1765 su ordine di papa Clemente XII, priore dei Cavalieri di Malta

Una leggenda narra che tutte le decorazioni della piazza, degli obelischi presenti e della chiesa di Santa Maria del Priorato nascondano un significato particolare. Sarebbero, infatti, dei simboli interpretabili solo dagli appartenenti all’ordine cavalleresco o ai cavalieri templari.

Inoltre, proprio per questi motivi, sembra che l’Aventino abbia la forma di una nave templare, che prima o poi salperà verso la Terra Santa. La parte meridionale, a forma di V, è la prua della nave, mentre la porta d’ingresso della Villa dei Cavalieri di Malta è l’entrata al cassero del veliero.

Proprio all’entrata della Villa dei Cavalieri, è possibile sbirciare dal buco della serratura più famoso del mondo. Accostando l’occhio al piccolo buco circolare della porta, si vede un viale di alte siepi che incorniciano sullo sfondo, perfettamente centrato, il cupolone di San Pietro.

L’Aventino è uno dei quartieri residenziali più belli ed eleganti di Roma, con un immenso valore storico e artistico.

E tu, hai mai visitato l’Aventino? Raccontaci la tua esperienza!

Articolo di Renata Tanda

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