Arabba: tra leggende e cucina scopriamo assieme la città ladina - Oj Eventi

Arabba: tra leggende e cucina scopriamo assieme la città ladina

arabba

Arabba è una frazione di Livinallongo del Col di lana, situata nell’alta Val Cordevole e facente parte del comprensorio della Ladinia. La città sorge in una delle cinque Valli Ladine, in particolare la Valle di Fodom, della quale Arabba è la meta turistica principale. La cultura ladina ha una forte influenza sulla città a partire dal nome stesso, Rèba, che deriva presumibilmente da roibe, ovvero frana, oppure da reiba cioè valanga. A pochi chilometri dalla città troviamo il Passo di Campolongo e il Passo Pordoi che la collegano facilmente al Trentino e all’Alto Adige.

La lingua ladina

La lingua ladina è una lingua minoritaria riconosciuta in soli 51 comuni del Veneto e del Trentino-Alto Adige. Nonostante la sua limitata diffusione sul territorio italiano, presenta diverse varianti. Queste vengono classificate in gruppi: altoatesino, trentino, agordino, ampezzano, cadorino e quello di solandro e nones.

Il gruppo altoatesino, che ha conservato maggiormente il ladino originale, nasce nel Tirolo. Ciò nonostante, una sua variante, detto livinallese è proprio quello parlato nei comuni di Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana e Arabba.

Nel 2000 un progetto di nome SPELL è nato con il compito di standardizzare la lingua ladina, unificandola definitivamente. La “Union Generela di Ladins dla Dolomites” ha anche curato un dizionario unico che però non è ancora stato approvato.

L’architettura ladina

chalet cesa del louf

chalet cesa del louf

Ad Arabba, la contaminazione dell’antica cultura ladina è visibile in ogni aspetto che la riguardi. Dal punto di vista architettonico, il tratto più caratteristico è sicuramente il maso chiuso. I masi sono proprietà simili a masserie e fattorie, situate in zone alpine, in particolare in quelle del Veneto e dell’Alto-Adige. Attualmente sono abbandonati o adibiti ad un uso alternativo.

Quello più famoso di Arabba è “Chalet Cesa del Louf”. Quest’ultimo è un ex maso abbandonato, che è stato restaurato fino a farlo diventare uno chalet da sogno con ogni lusso immaginabile. C’è inoltre un parco immenso che circonda l’immobile che offre una vista spettacolare. Al suo interno tradizione e modernità si fondono, creando il mix perfetto per coloro che cercano un soggiorno in un edificio tipico ma senza rinunciare al comfort.

La cucina ladina

strudel

strudel

Il legame con la cultura ladina è visibile più che altrove nella gastronomia. Quella ladina è una cucina molto povera, caratterizzata da ingredienti molto semplici e naturali. La tradizione montanara influisce in tutte le ricette tipiche.

I piatti caratteristici sono moltissimi, tra i più apprezzati troviamo gli gnocchi di zucca, i “casuncei”, le zuppe di legumi, i formaggi profumati al fieno e la panicia, una minestra d’orzo. Qualsiasi cosa decidiate di assaggiare, lo strudel è un’ottima scelta per deliziarvi il palato. Infine, se vi piace bere e volete riscaldarvi, non perdete la possibilità di assaggiare una tipica grappa aromatizzata, detta anche “sgnapa”.

Le leggende ladine

Ci sono numerose leggende ladine riguardanti il territorio delle Dolomiti. Queste storie sono strettamente legate alla natura e sembrano quasi poetiche, seppur trascritte in prosa.

Secondo queste leggende i primi insediamenti nelle valli ladine sono riconducibili alle “ganes” e ai “salvans”. Questi erano il popolo dei boschi e sebbene facciano parte della cultura ladina e appaiano di frequente nella mitologia locale, la loro provenienza è romana (Aquanes e Silvano).

È proprio alle leggende ladine che si ispira il gruppo musicale Ganes. Le sorelle Elisabeth e Marlene Schuen e la cugina Maria Moling che hanno fondato il gruppo sono nate a La Val, e sono molto legate alla loro lingua nativa e alla cultura ladina.

Luoghi d’interesse

Nella frazione di Pieve di Livinallongo vi è un museo etnografico nato per la salvaguardia e la promozione della cultura ladina. Il suo nome è “Museo di Storia, Usi, Costumi e Tradizioni della Gente Ladina” e nelle sue quattro sale si può ammirare le peculiarità di questo popolo sotto tutti i punti di vista. Sono rappresentate le abitazioni tipiche, l’organizzazione civile, le credenze religiose, la struttura familiare e scolastica, così come le attività economiche principali come agricoltura, artigianato e attività boschiva. È un luogo prezioso e ricco di curiosità per coloro che vogliono conoscere la cultura ladina a 360°.

Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale, Arabba si trovò proprio sul confine delimitato dalle Dolomiti. Di conseguenza la città e i suoi dintorni presentano molte testimonianze dell’aspro conflitto, come ad esempio il Col di Lana. La montagna a lungo contesa fu infine annessa al territorio italiano grazie all’esplosione di una mina il 17 aprile 1916. Altrettanto numerose sono le tracce della precedente appartenenza al Tirolo, primo tra tutti il meraviglioso Castello di Andraz (Schloss Buchenstein).

Ciclismo in estate

Arabba, così come i borghi circostanti, ha lo straordinario vantaggio di adattarsi bene a chiunque e in qualunque stagione. Le Dolomiti, infatti, sono la meta ideale sia per gli amanti degli sci, sia per coloro che al caldo afoso della spiaggia, preferiscono la montagna.

Nel periodo estivo la zona di Arabba in particolare è perfetta per il ciclismo. Nella Valle di Fodom, per gli amanti della mountain bike vengono organizzati tour splendidi come il Panoramic Tour Arabba o il Sellaronda MTB Tour. Numerosi sono gli eventi per coloro che preferiscono pedalare su strada, come il Dolomites Bike Day, il Sellaronda Bike Day o la Maratona dles Dolomites.

Sciare in inverno

Quella di Arabba è una delle dodici zone sciistiche facenti parte del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico italiano. Da Arabba è possibile percorrere due tra i più famosi giri turistici, entrambi consentono di attraversare in lungo e in largo le Dolomiti offrendo un’esperienza spettacolare. Uno dei percorsi è il Sellaronda, eletto “miglior giro turistico” nel 2020, che è possibile percorrere in senso orario e antiorario. Il secondo è il Tour della Pace, detto anche Giro della Grande Guerra poiché la maggior parte di esso si estende intorno asl Col di Lana, importante simbolo del primo conflitto mondiale.

Il Dolomiti Superski comprende numerose città turistiche molto conosciute, di cui la più rinomata è senza ombra di dubbio Cortina d’Ampezzo. Non è tra le destinazioni più vicine ad Arabba, ma se non ci siete mai stati, varrà la pena percorrere quaranta chilometri pur di ammirare la “Regina delle Dolomiti”.

 

Arabba cela tante sorprese e regala mille emozioni, ti piacerebbe visitarla? Faccelo sapere nei commenti!

Articolo di Sonia Di Terlizzi

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